Stattoo

February 14, 2006

Stattoo è una piccola utility fatta da Panic. Uno dei più celebri prodotti di Panic è Transmit, a detta di molti il miglior client FTP per Mac (io personalmente sono affezionato a Fetch, che come studente posso avere in licenza gratuita e che ho usato fin dalla versione 1.x nei primi anni ’90, ma i meriti di Transmit sono indubbi).

Un’altra applicazione di Panic è Unison, ottimo newsreader per gruppi binari (per i le discussioni francamente lo trovo abbastanza povero, ma si stanno attrezzando). Ad ogni modo, ora è il turno di “Stattoo”. Il prezzo è 12.9 $. L’applicativo stampa sul desktop alcune informazioni con una bella veste grafica.

Stattoo Example

Per ora sono disponibili:

  1. Ora
  2. Data
  3. Appuntamenti di iCal
  4. Ultime Mail di Mail o di un qualunque account pop/imap anche non specificato in Mail
  5. Lo stato di iTunes
  6. Lista degli ultimi software arrivati su VersionTracker
  7. Spazio occupato sui vari dischi
  8. Temperatura locale
  9. Stato della batteria

La maggior parte di queste features sono ottenibili in altro modo. Spesso con dei widget o dei programmi. Tuttavia Stattoo è molto più veloce di Dashboard e cerco di tenerci quanta più roba possibile.

Varrebbe la pena di comprarlo anche solo per i punti 3 e 4. E anche la batteria è comodissima. Inoltre si può “sollevare” Statoo in trasparenza sopra le altre finestre schiacciando un tasto.

stattoo2.jpg

La cosa che però mi ha fatto decidere definitivamente per l’acquisto è stata la professionalità. Ho inviato una email facendo presente che per la mia città (Parma) non era disponibile un codice areoportuale ICAO (per le città non-USA viene usato questo per identificarle) e quindi non potevo usare il modulo “Weather”.

In effetti non è che la mia città non avesse un codice ICAO, solo il sito da Panic consigliato per scoprire tali codici presentava solo il codice IATA (un’altra sigla, poco importa cosa siano effettivamente). Ho mandato una email per chiedere consigli, dicevo.

Un gentilissimo dipendente (o forse proprietario o programmatore) mi ha risposto dicendomi il codice ICAO della mia città. Ovviamente funziona tutto. Immagino che in caso di problemi (all’epoca non ero ancora registrato) siano altrettanto celeri. E questo deve essere il valore aggiunto delle piccole case software: idee, ben realizzate e rapporto “umano” con il cliente.


Window Shade X

February 12, 2006

Credo di non avere mai decantato pubblicamente questo piccolo software. Lo registrai per la modica cifra di 10 $ (molto moderate. Quando un programma è buono e mi piace, lo compro, anche se è commerciale [ posto che me lo possa permettere ]. Questo è ancora più valido se si tratta di software di piccole case o singoli sviluppatori che mettono passione nel loro lavoro.
È il caso di TextMate di Allan Odgaard e di BBEdit (questa per esempio è una media software house che si dedica da anni a sviluppare ottimo software per Mac). È il caso di Yojimbo, sempre di BareBones (questo lo sto ancora valutando nei 30 giorni di prova). È il caso di GraphicConverter, che ho usato a sorti alterne credo fin dalla versione 1 sui miei vecchissimi Mac (e adesso uso in quanto la licenza viene pagata da Apple se acquisto un Mac di fascia “pro”). È il caso di MacSOUP (anche se ultimamente mi sto stancando di quanto poco sia “aquoso“, d’altra parte è uno di quei programmi che la licenza la paghi una volta e poi lo usi sempre).

Beh… fra questi ottimi software ci sono anche un paio di utility di Unsanity. Mi riferisco in particolar modo a FruitMenu e a WindowShade X. Dei due quello che uso più di frequente è senza dubbio il secondo. Altre utility interessanti di Unsanity sono ShapeShifter per cambiare il tema al MacOS e MenuMaster che sto valutando.

Window Shade X

Una delle cose che meno tollero di MacOS X è il dock. Lo trovo una brillante idea terribilmente sprecata. Al di la di ovvi problemi di coerenza di interfaccia (ad esempio al di la del separatore ci stanno finestre minimizzate, documenti, cartelle e cestino, mentre a mio avviso almeno le finestre dovrebbero essere da un’altra parte). Dicevo, le finestre da un’altra parte anche per ragioni di spazio.
Se si minimizzano molte finestre il dock si allunga e diviene quasi ingestibile. Questo problema viene risolto brillantemente da WindowShade X. Infatti permette di “minimizzare le finestre sul desktop: cosa intendo? Guardate l’immagine.

windowshade1.png

In questo modo posso facilmente minimizzare le finestre (posso anche spostarle sul desktop come fossero icone). Per esempio posso “rebindare” il pulsantino giallo per fare questo e continuare a minimizzare sul dock con Mela-M.
Per chi se lo stesse chiedendo… si, la minimizzazione sul desktop è simile a quello che fanno alcuni window manger sotto X11, per esempio twm [ ovviamente in modo oltremodo più raffinato, come si può vedere dall’immagine ] oppure il mio amatissimo WindowMaker. Triste che oggi ci si sia tutti o quasi omologati su sistemi molto più pesanti anche su GNU/Linux (senza nulla togliere a GNOME e KDE, solo meno  “originali”, per come la vedo io).
Un’altra funzione davvero comoda (la maggior parte delle volte uso questa) è minimizzare una finestra alla sua barra del titolo facendo doppioclick sulla stessa. Questo c’era in MacOS 9 e Apple lo ha (stupidamente?) tolto in MacOS X. È qualcosa presente anche su molti wmanager per X11, metacity per citarne uno.
Il tutto coopera perfettamente con Exposè e rende lavorare con molte finestre davvero comodo.

Altre funzioni sono quelle di fare diventare trasparente una finestra oppure di renderla “floating” sopra tutto il resto (per esempio una chat, un player audio minimizzato, boh). Insomma… davvero geniale WindowShade X.


Apple PyObjC tutorial (Cocoa programming with Python)

February 12, 2006

This is Apple’s tutorial about programming Cocoa with Python. It’s an easy one, but read it if you want to start programming Cocoa with Python. It is quite well done.

Here PyObjC website.


MacOS X Intel & Rosetta: application compatibility

February 10, 2006

This site keeps an updated list of software that works with Rosetta and how they work. For example some applications do work, but with serious performance issues. If you have to use them professionaly (or often) you should consider not to go with Intel Macs and stay with old Macs.

With some other applications however Intel performances are quite impressive.


Opera 9 (preview)

February 7, 2006

La prima cosa che salta all’occhio è la nuova interfaccia. Più browser e meno “pacchetto integrato”. Di default ci viene mostrato solo il minimo indispensabile come si vede nello screen

Toolbar Opera

Le classiche toolbar sono comunque tutte accessibili attraverso il solito Menu.

La prima cosa che faremo sarà caricare una pagina. Qui rimarremo sorpresi. La velocità è impressionante (sicuramente la velocità percepita). Anche il resto del programma rimane decisamente reattivo.

Alcuni binding sono cambiati (per esempio adesso per aprire un nuovo tab possiamo usare Mela-T/Ctrl-T come su Firefox e Safari, mentre prima, se la memoria non mi inganna, era Mela-Option-N, con eventualmente sostituito Mela da Ctrl se sotto X11 o Windows).

I bookmark sono stati importati in un batter d’occhio. Bene. Per posta e altro non mi esprimo, non sono funzioni che uso, preferendo di gran lunga programmi apposta, come Apple Mail e NetNewswire — newsfeed –).

Il problema più grosso temo sia *esportare* i bookmark. Passare da un altro browser ad Opera è facile, non altrettanto facile il contrario, purtroppo. L’ultima volta lo feci attraverso un servizio web esterno (questo) . Tale sito fra le varie cose offre un convertitore di file di bookmarks da e per moltissimi programmi diversi.

AJAX pare funzionare bene (a parte un problemuccio su WordPress, qui, sulle immagini, ma cose “complesse” come per esempio l’editor di post WYSIWYG in javascript avanzato funziona decisamente bene).

Ribadisco… veloce, interessante. Vediamo Google cosa inventerà, perchè per adesso Opera 9 sembra una versione riveduta e corretta di Opera 8, ma non offre davvero quanto Firefox, ne è integrato come Safari.
Comunque da tenere sott’occhio senza dubbio.


Abiword on MacOS X

February 7, 2006

Funny… this are a couple of screenshots I got running Abiword straight from the .dmg, without installing it.
I was just to file a bugl (that is to say 1- check if someone filed the same bug 2- if not, file), when I tried to run it from the desktop (or Application directory). In this case, no troubles of any sort.

The screenshots below do refer only to Abiword run from the dmg. Even if we can call this a bug, it’s harmless and you have to know it is there to find it.

You probably expected some more comments… maybe another time. What can I say is that at first sight it looks really good, a fast one.

abiword_funny2
abiword_funny1


List user defaults in MacOS X

February 5, 2006

The small script below uses PyObjC (it was born as a snippet in ipython to have a quick check to a pair of variables). Of course you can write the very same thing in ObjectiveC.

I strongly encourage to install PyObjC and ipython even if you do work with Cocoa and ObjectiveC, since you can use that to prototype your application and to test snippets of code.


#!/usr/bin/python
# -*- coding: utf-8 -*-

import sys
import Foundation

ud = Foundation.NSUserDefaults.standardUserDefaults()
d = ud.dictionaryRepresentation()

for k in d:
    sys.stdout.write(k)
    sys.stdout.write(":\t")
    try:
        print d[k]
    except UnicodeEncodeError, e:
        print d[k].encode('utf-8')
        
    

To have more information on PyObjC (that is to say Cocoa bindings for Python), go here.

You can find ipythonhere. ipython in an improved interactive shell, with powerful introspection capabilities.
Since MacOS X Python by default comes with no support for readline, I advise to install the missing module for Python 2.3 (search google, I don’t remember right now where to find it) or better install this version of Python 2.4, complete with the patch (on the same page).
Of course you must set your path so that the “first” python is the new one (if you set PYTHON_ROOT and such, you must also fix them).

Remember when you “python setup.py install” a module (that is the typical command line to install a python package), it is installed for the python version called by default (find it out with which pyhon)